Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

Gli indicatori qualitativi della traccia

Non è sempre facile ed immediato distinguere una traccia fresca da una vecchia.  Se il terreno e particolarmente  favorevole,  e se le condizioni climatiche sono propizie, la traccia può conservarsi apparentemente integra per alcuni giorni. Le cose possono poi complicarsi ulteriormente quando l’emanazione vecchia persiste nei punti più favorevoli per la sua conservazione, mentre le interferenze  attenuano o cancellano quella nuova nei tratti più esposti.

In tutti i casi in cui il groviglio nuovo si sovrappone a quello vecchio, e con esso si confonde, solo l’esperienza, un cane bravo ed un occhio molto allenato possono toglierci dai  pasticci.

 

Quando diviene necessario l’occhio del conduttore, in supporto al  lavoro del cane, gli “indicatori” che possono fornire informazioni utili per la valutazione o per la discriminazione dei grovigli sovrapposti sono moltissimi: la tela di ragno, il grado di appassimento di un filo d’erba schiacciato, i bordi ed il fondo dell’impronta,  del fango sulle frasche, l’acqua torbida di un insoglio ecc.  La loro corretta interpretazione richiede, però, sempre grande esperienza.

 

Ragnatela su un passaggio di cinghiale tra i rovi. Attenzione però! Alcuni ragni sono molto operosi ed in grado di costruire la tela in poche ore.

Fango secco sulle foglie. Nella valutazione del fango sulle foglie bisogna essere avveduti.  Il fango, in particolari condizioni climatiche,  può seccare in brevissimo tempo, così come l’umidità mattutina può renderlo nuovamente gocciolante.

Orma vecchia di tre giorni, impressa su terreno pianeggiante e sabbioso da una scrofa adulta.  Per valutare correttamente l’orma, è determinante  considerare i fattori che ne possono accelerare o rallentare il processo di deterioramento. Nella foto si osservino i bordi ancora molto netti. In condizioni climatiche ideali (assenza di vento e di sole, moderata umidità mattutina) è facile sbagliare la valutazione visiva.

 

La valutazione qualitativa della traccia presuppone l’analisi comparativa di più indicatori di vetustà: i bordi dell’orma, il suo fondo, la lucentezza o l’erosione della superficie interna ed esterna, il  livello di appassimento di eventuali fili d’erba schiacciati ecc.

Nella foto si osservino, in particolare, i germogli  rinati sul filo del taglio operato dall’unghia sul terreno; questi, nell’ipotesi di un passaggio recente del cinghiale,  avrebbero dovuto essere recisi; sono invece integri e ben orientati verso l’alto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se la valutazione qualitativa della traccia ha inizio  dall’analisi della prima orma reperita, può essere indicativo stimare anche il grado di appassimento di eventuali fili d’erba strappati e schiacciati al suo  interno. Nella foto l’orma di una scrofa incinta (valutazione tipologica). Si notino le punte  molto allargate e gli unghielli ben impressi.

Anche la ragnatela tessuta all’interno dell’orma è un ottimo indicatore per la valutazione qualitativa della traccia.

 

Se si valuta l’impronta prendendo come riferimento la ragnatela  tessuta nel suo interno, bisogna tener bene in conto che alcuni ragni sono molto attivi. Nell’analisi dell’orma va sempre considerata l’ora in cui si esegue la valutazione.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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