Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
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Il recupero dei cani

In cani non andrebbero lasciati in montagna neanche una notte senza padrone.

Se si vuole evitare lo stress dell’attesa quando sconfinano, è un obiettivo di grande rilievo riuscire ad inserire in equipaggio solo soggetti che non abbiano nessun problema di rientro.  Nonostante ciò, è impensabile averli costantemente sotto controllo, soprattutto se sono segugi da spinta.

 

Ecco alcuni accorgimenti utili per recuperarli quando vanno fuori mano. 

  • I moderni localizzatori satellitari (GPRS) consentono di individuare la posizione del cane perso con precisione, favorendone il celere recupero.
  • Se non si è scelto l’uso del GPRS, quando i  cani escono dal nostro raggio d’azione bisogna aspettarli nel punto esatto dove sono stati slegati. Se ci si allontana,  si deve  lasciare sul posto un oggetto che riconoscano come loro o nostro: cassetta di trasporto, tappetino della cuccia, giaccone ecc.. E’ probabile che si fermino lì ad aspettare.
  • E’ assolutamente sconsigliato chiamarli da punti diversi e molto distanti l’uno dall’altro. Molti hanno la pessima abitudine di chiamare i cani persi cambiando continuamente posizione con l’auto. Così facendo si innesca un circolo vizioso, che li disorienterà stremandoli e costringendoli a cercare di raggiungere il padrone ogni volta in posti diversi, magari attraversando intere vallate (e strade pericolose) senza mai riuscirci.
  • Se ci si sposta per chiamarli, è meglio farlo a piedi, creando tracce olfattive che convergano tutte nello stesso punto. In questo caso è meglio rinforzare la traccia portando al guinzaglio un altro cane familiare ai soggetti persi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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