Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

Il capopostaiolo

Oltre ad avere una approfondita conoscenza del territorio, deve possedere bene le tecniche di appostamento, perché il suo compito  non è solo quello di sgranare in silenzio la lunga fila dei fucili,  per poi passare a sera  a raccogliere i “superstiti”. E’ lui che riesce a rendere  efficace anche il postaiolo più inesperto al quale darà  le seguenti indicazioni:

  • Perfetta individuazione del’angolo di tiro (es: … puoi sparare solo da lì a là … non sparare da quella parte … se ti giri per sparare dietro ricordati di tenere il fucile sempre puntato a terra...).
  • Raccomandazioni sulla sicurezza (es.: … carica solo al segnale … scarica al segnale … non lasciare la posta  per nessun motivo … una volta che hai tirato, sia che tu abbia  ucciso il cinghiale o che tu lo abbia ferito o padellato,  non andare a controllare … ).
  • Esatta collocazione e corretto atteggiamento al  passaggio  degli animali (es.: … siediti su quella pietra,  nascosto dietro quel cespuglio... stai girato da quella parte,  con il fucile pronto per il salto dello stradello... stai in silenzio... mettiti dietro quel cespuglio e  guarda da quella parte, ma tieni d’occhio anche quel trottoio...).
  • Tempismo nel tiro (<<... quando vedi il cinghiale, resta perfettamente immobile e poi con calma tiragli quando sale per quel dosso... ti verrà da lì, lascialo entrare e poi spara mentre attraversa quella piccola radura…).

Il capopostaiolo deve conoscere alla perfezione il territorio, le tecniche ed i piccoli espedienti di appostamento. Per esercitare bene la sua funzione deve assegnare a ciascuno, con chiarezza, l’angolo di tiro,  ribadendo le raccomandazioni sulla sicurezza e consigliando ai meno esperti l’esatta collocazione ed il giusto atteggiamento da tenere.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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