Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

La battuta

Ha sicuramente un grande  impatto venatorio ed è estremamente coinvolgente. Chi non ha mai partecipato ad una battuta al cinghiale in Toscana o in Sardegna ha una grande lacuna nel proprio vissuto venatorio.

I  racconti dinanzi al fuoco, le risate, lo spuntino mentre i traccini sono in azione… tutto contribuisce a rendere questa tecnica  un inno all’amicizia, alla cordialità, alla convivialità.

Ma se l’aspetto ricreativo balza immediatamente agli occhi, quello tecnico non va posto in secondo piano. Riuscire ad organizzare squadre che possono raggiungere talvolta anche il centinaio di partecipanti non è certo facile.

Dal  momento d’inizio, da quando il capocaccia impartisce le direttive e fa le raccomandazioni di rito sulla sicurezza,  fino a quando squilla il segnale di chiusura,  tutto assume un carattere serio e responsabile, dal quale  traspaiono tradizione secolare,  dedizione, competenza,  spirito venatorio  e capacità organizzativa veramente elevati.

 

Poiché nel linguaggio comune si tende ad usare sempre più indistintamente i  due termini: battuta e braccata,    va precisato  che, pur avendo mediato la seconda dalla prima molti  aspetti, per una naturale e graduale evoluzione delle tecniche,  la battuta si caratterizza per  le seguenti peculiarità:

  • numero dei partecipanti molto elevato;
  • presenza dei “battitori” e dei “paratori”;
  • uso di equipaggi di cani prevalentemente monofunzionali;
  • grande estensione territoriale  d’intervento;
  • modalità di collocazione ermetica delle poste, con caratterizzazione prevalentemente frontale,

 

 

 

 

 

 

Uno degli aspetti più coinvolgenti della battuta è sicuramente la sua ritualità conviviale, che ne fa un’occasione d’incontro tra amici che giungono anche da lontano per partecipare e per potersi ritrovare.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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