Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

Le interferenze olfattive ambientali

  • I campi con erbe aromatiche o concimati di recente

Anche i campi di erba  fortemente aromatica, così come i campi concimati di recente sia con concime organico che chimico,  possono dare problemi di continuità alla traccia quando questa li attraversa. Il canettiere dovrà rendersi conto immediatamente della complicazione insorta e, circoscrivendo la zona, dovrà aiutare  i cani, che non sanno farlo autonomamente, a trovare l’uscita.

 

  • Gli stazzi

Gli stazzi costituiscono un problema, sia per la tracciatura visiva che per quella olfattiva.

Molti sono portati a credere che i cinghiali siano infastiditi dalla presenza delle pecore, tanto da tenersene sempre alla larga. In verità non è sempre così. Ciò avviene prevalentemente:

-  in presenza dei grossi cani da pastore (che a volte si comportano, soprattutto nei confronti dei cinghiali giovani, come veri e propri predatori);

-  se il gregge è infestato dalle zecche;

-  se il gregge diviene un antagonista alimentare.

 

Quando il cinghiale confonde le sue tracce con quelle delle pecore, per caso o per scaltrezza, l’occhio esperto sa distinguere la differenza dell’orma, ma è una questione di tempistica: se il gregge è passato dopo il cinghiale non c’è nulla da fare, bisogna allargare la ricerca per trovare il  punto dove tutto torna evidente; se il cinghiale è invece passato dopo, con un po’ di pazienza e di esperienza si può riuscire a percepire la diversità dell’impronta.

 

  • Fiumi, strade e tratti rocciosi -

I fiumi non sono ostacoli insormontabili per il cinghiale, che di solito non ha nessuna difficoltà ad attraversarli.

Se il corso d’acqua è minimo, l’astuto animale può anche sfruttarlo percorrendone lunghi tratti con  le zampe a mollo. La tracciatura ne risulterà frammentata, ma non impossibile. E’ sufficiente prendere la direzione giusta, prima o poi un segno lo tradirà.

Le strade di campagna in terra non costituiscono in genere una interferenza; su quelle a fondo fangoso e molle, poi, anche l’occhio del canettiere è avvantaggiato.

Per quanto riguarda invece le strade asfaltate o imbrecciate solitamente il cinghiale le attraversa e basta. A volte però, soprattutto lungo quelle poco trafficate, le segue per brevi tratti per alimentarsi lungo le cunette ricche di proteine animali sotto le foglie morte.

Quando la strada crea una interruzione di continuità alla traccia,  la difficoltà va superata esplorandone i due bordi, in andata da un lato e al ritorno dall’altro, fino a trovare il punto esatto in cui l’animale ha riconquistato i campi.

I trottoi, anche se hanno il fondo duro,  non danno problemi. I cani, per seguire senza incertezze su di essi il filo,  possono sfruttare la vegetazione bassa con la quale il cinghiale entra immancabilmente in contatto.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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