Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

Il gruppo

I cani per il lavoro in gruppo devono essere indipendenti, nevrili, tosti, autonomi, di voce.

Guai alle mezze cartucce, ai cani indecisi, ai cani che a volte “si” e il più delle volte “no”.  La scelta è presto fatta,  perché verificare le capacità di un soggetto e decidere di conseguenza è abbastanza semplice ed immediato.

L’addestramento dei cuccioloni da destinare  al gruppo è generalmente un addestramento collettivo. Raggiunta l’età, dopo le prime fasi dell'imprintinge dopo una rapidissima valutazione in recinto, via direttamente sul campo di battaglia, a guadagnarsi le proprie medaglie incise profondamente sulla pelle e nel costato. 

La loro vera e quasi unica caratterizzazione è  quella da accostatori rapidi ed inseguitori tenaci, rapidissimi nella soluzione dei falli.

Non è necessario neanche che siano espressione di grande coesione  o  che siano dei tracciatori  eccelsi; se i cinghiali ci sono,  le modalità stesse di conduzione faranno sì che vengano trovati celermente.

Caratterizzazione vivace dunque e non cani lenti,  meticolosi, di passata. E ciò ha una motivazione  anche estetica: una seguita lacerante, che rimbomba nelle valli infrangendosi  di macchia in macchia, dilagando  nei coltivi,  genera sempre, come secoli fa, uno stato orgiastico anche in coloro che,  non trovandosi per sorteggio di posta direttamente sulla direzione di fuga degli animali, possono trovare appagamento solo nella sonorità dell’azione.

 

Il GRUPPO 


- non ha la caratterizzazione dei singoli soggetti, che in genere sono monofunzionali; 
- non deve essere necessariamente coeso, ma unirsi solo su animali singoli;
- in caso di animali sbrancati, ogni soggetto può compiere la propria azione; ciò garantisce impatti plurimi sulla chiusa: più postaioli tirano;
- in caso un animale sbrancato sfori, non si perde tutto l'equipaggio; 
- l'eterogeneità è la genesi del gruppo. Cani diversi per indole, morfologia e lavoro garantiscono la sussistenza del gruppo. Nella storia della cinegetica su cinghiale, l'eterogeneità era ricercata, non subita. Il meticcio era il principe, equipaggi di meticci garantivano l'eterogeneità ed un ottimo lavoro da gruppo;
- l'eterogeneità è la genesi del segugio maremmano. Nella filosofia del segugio maremmano c'è il lavoro in gruppo e non già in muta, e questa indole è assolutamente da conservare, onde evitare un appiattimento standardizzato delle tipologie di lavoro e la perdita di una razza creata e specializzata per il lavoro da gruppo;
- Nelle azioni di caccia attuali in cacciarella, l'eterogeneità ed il lavoro da gruppo sono spesso garantiti dall'impiego contemporaneo di più equipaggi (anche francesi) con relativi canai. In questo caso ciascun equipaggio dovrebbe comportarsi come un singolo. Troppo spesso in azioni del genere si vedono viceversa equipaggi di francesi (e razze affini) che nell'azione perdono o (sono costretti a perdere) coesione, determinando tonfi di stile pesantissimi.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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