Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

La vuotatura

 

  • Si lascia il capo abbattuto a terra, girandolo sul dorso e collocandolo con le zampe in aria, in leggera pendenza verso il posteriore. Per mantenerlo in posizione ci si può aiutare puntellandolo con dei sassi o con dei rami, o legando gli anteriori ad un albero.
  • Con il coltello si opera un’incisione  per tutta la lunghezza della carcassa, dall’ano agli incisivi inferiori, badando bene  a non forare gli organi interni. Se il capo abbattuto è un maschio, si isola con cura l’organo genitale esterno,  testicoli compresi.
  • Si taglia lo sterno, sempre stando attenti a non incidere gli organi sottostanti. L’operazione si esegue agevolmente con l’apposito seghetto o con  lo stesso coltello   applicando molta forza e facendo attenzione a che le mani non scivolino sul manico!
  • Si passa quindi ad isolare la lingua assieme all’apparato laringo-faringeo. Si estraggono  trachea ed esofago, che saranno  legati con un cordino affinchè  nn avvengano versamenti, ed adagiati esternamente sul costato,  in modo che non diano fastidio nel prosieguo delle operazioni.
  • Si incide l’ano per tutto il suo perimetro esterno; si tagliano i tessuti profondi in corrispondenza della sinfisi ischio-pubica e la si rompe. Negli animali giovani la sinfisi ischio-pubica è cartilaginea, mentre man mano che l’animale invecchia tende ad essere più dura. Con un po’ di esperienza la rottura può essere eseguita con la punta del coltello, individuando il punto esatto sul quale far forza (magari aiutandosi con un pezzo di legno a mo’di mazzuolo), ma ci sono in commercio appositi seghetti concepiti  per tale scopo.
  • Si isola il retto e lo si lega con un cordino,  stando molto attenti a non causare la fuoriuscita di feci.
  • Si  svuota completamente la  carcassa, isolando ed estraendo con estrema attenzione tutti gli organi interni: polmoni  e cuore, tutto il pacco intestinale, organi genitali interni, reni e vescica, stando molto attenti a non farla rompere.
  • Si pulisce l’interno della carcassa nel miglior modo possibile con della carta (raccomandiamo di non lasciarla poi a marcire a terra).
  • Se la carcassa viene trasportata per trascinamento, prima di avviarsi la si cuce con le fascette da elettricista, dopo aver praticato opportuni fori giustamente distanziati sul filo del taglio della pelle. Se invece non viene trasportata nell’immediato, è meglio favorire la sua refrigerazione interna apponendo dei divaricatori realizzati con dei rami flessibili.
  • In attesa di trasportare la carcassa, la si protegge dalle mosche coprendola con un telo leggero (o retina) tenuto fermo a terra con dei sassi.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
Stampa Stampa | Mappa del sito
© Franco Serpentini Via Ponte San Giovanni 36 64100 TERAMO