Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
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Segugio italiano a pelo forte (Italia)

Non ce ne vogliano i cultori delle altre razze, ma questo è   il cane per eccellenza nell’immaginario collettivo di molti segugisti italiani. Pagine e pagine andrebbero scritte  oltre ai fiumi di inchiostro già versati  in onore di questa inconfondibile e nobile razza. Non riusciremmo a dire nulla di più e nulla di meglio:  questo cane con il suo stile e la sua  voce  è un  vero inno alla cinofilia italiana. 

 

 

STANDARD DEL
SEGUGIO ITALIANO A PELO FORTE
Commento di Luisa Salinas
Contrariamente ad altri standard non ci è dato di leggere è stato messo il numero
attribuito dalla FCI (Standar FCI 337) non si sa la data di approvazione dello standard o
altre notizie che appaiono per altre razze. La commissione tecnica della Sips non ha mai
completato le informazioni?
BREVI CENNI STORICI:
L'origine del segugio italiano si perde nella notte dei tempi. Cani del medesimo tipo e della
medesima statura degli attuali segugi si trovano effigiati nelle due statue di "Diana
cacciatrice" (Museo di Napoli) e "Diana scoccante l'arco" (Museo Vaticano). Due scheletri, in
perfetto stato di conservazione, sono stati recentemente scoperti in una necropoli longobarda
in provincia di Verona identici a quelli dei segugi italiani. Nel castello di Borso d'Este (1600)
trovasi un dipinto di un cane che rappresenta alla perfezione il segugio.
ASPETTO GENERALE DEL CANE
La struttura morfologica è quella di un mesomorfo, il cui tronco sta nel quadrato; armonico
rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto ai profili (alloidismo). La sua
costruzione, bene equilibrata, di simmetria perfetta, di ossatura bene sviluppata con forme
asciutte fornite di buoni muscoli e con assoluta assenza di grasso, lo rende capace di seguire
la selvaggina dall'alba al tramonto.
PROPORZIONI IMPORTANTI
L'altezza al garrese da terra è pari alla lunghezza del tronco, misurata dall'articolazione
scapolo/omerale alla punta estrema dell'ischio. Non si richiede un garrese alto, deve essere di
poco superiore al livello della groppa. La lunghezza del muso deve raggiungere la metà della
lunghezza totale della testa. L'altezza del torace è di poco superiore al 50% dell'altezza al
garrese.
COMPORTAMENTO E CARATTERE
E' usato e corrisponde perfettamente sia al monte che al piano e nei terreni più aspri. E'
fornito di resistenza, oltre che di buona velocità e lavora con impegno e passione sia isolato
che in muta. Rispetto ai soggetti a pelo raso, è più riservato, meno esuberante, saggio, calmo e
ponderato nel lavoro. Sguardo gentile, soave, ma fiero e velato da un alone di malinconia. Voce
squillante e piacevolissima.
Lo standar del segugio italiano descritto dal Solaro è forse uno dei piu precisi e dettagliato,
sembra stilato avendo davanti il cane per eccellenza a cui è stato possibile prendere misure
precise per dare punti di repere e riferimenti
TESTA
Dolicocefala, la sua lunghezza totale raggiunge i 4/10 dell'altezza al garrese.
Regione cranica
Visto dall'alto il cranio si presenta a forma di ellissi allungata; il suo asse longitudinale
superiore è moderatamente divergente in rapporto all'asse longitudinale del muso; il suo
profilo superiore presenta una leggera arcuatura: la larghezza bizigomatica del cranio deve
essere inferiore alla metà della lunghezza totale della testa; le arcate sopracciliari poco
sviluppate; il solco frontale poco marcato, la protuberanza occipitale netta, ma arretrata, più
che visibile, sensibile solo al tatto, in senso longitudinale deve essere corta. Stop pochissimo
marcato; dal profilo superiore del muso deve rimontare al cranio in dolce pendenza.
Regione facciale
Tartufo grande, sporgente sulla linea verticale anteriore delle labbra, fresco e umido, con
narici ben aperte e mobili. Pigmento sempre nero.
Muso La lunghezza del muso è il 50% della lunghezza totale della testa: la sua profondità è di
poco superiore alla metà della lunghezza del muso; la sua larghezza raggiunge il 17% della
lunghezza totale della testa; il profilo della canna nasale è leggermente convesso; le facce
laterali del muso sono fra loro convergenti, ma in misura tale da non determinare un muso a
punta. Le branchie della mandibola tendono alla linea
retta in tutta la loro lunghezza e sono poco sviluppate anteriormente. La regione
sottorbitale è cesellata, ma leggermente più carica di quella del segugio a pelo raso.
Mascella In apparenza robusta, con sviluppo normale, arcate dentarie perfettamente
combaciantesi anteriormente. Guance Non troppo evidenziate.
Denti Denti bianchi, regolarmente allineati, completi per sviluppo e numero; chiusura
degli stessi: corretta a tenaglia, ammessa la forbice.
Corretta la forbice ammessa la tenaglia
Questa è la piu grossa inesattezza per usare un eufemismo che si potesse scrivere,
nonostante la sottoscritta abbia segnalato l’errore non è mai stato corretto adducendo che si
doveva riunire la commissione FCI – nulla di piu inesatto! Sullo standard FCI, scritto in
francese in uso presso la Societè Centrale Canine , la chiusura dei denti e descritta
correttamente.
Occhi grandi e luminosi, di colore ocra scuro, in posizione semilaterale l'angolo interno delle
palpebre deve trovarsi a uguale distanza fra il margine anteriore del tartufo e la punta
esterna della cresta occipitale; espressione magnetica, sguardo dolce e fiero con un velo di
tristezza; rime palpebrali a mandorla con palpebre bene aderenti al bulbo. Il pigmento dei
margini palpebrali deve essere nero.
Orecchie La loro inserzione è a livello dell'arcata zigomatica e moderatamente larga; sono
pendenti, di forma triangolare, piatte in quasi tutta la loro lunghezza (66-70% della lunghezza
totale della testa) e molto larghe. L'apice dell'orecchio deve terminare in una punta stretta.
La sua cartilagine deve essere, benché sottile, piuttosto rigida in tutta la sua estensione, e la
sua inserzione che è molto rigida, presenta una torsione che porta avanti tutto l'orecchio, non
permettendogli di rilassarsi, ne di ripiegarsi su se stesso ne di accartocciarsi. La punta
dell'orecchio si torce leggermente verso l'interno. L'orecchio è coperto di pelo
moderatamente lungo, più corto di quello del tronco e meno ruvido con assoluta assenza di
frange.
COLLO
Profilo Il profilo superiore del collo presenta una leggera arcuatura, quello inferiore è
assolutamente esente da giogaia.
Lunghezza La lunghezza del collo è pari alla lunghezza della testa, raggiunge cioé i 4/10
dell'altezza al garrese.
Forma La forma del collo è a tronco di cono che si inserisce alla testa con un distacco della
nuca ben marcato; parimenti deve unirsi al tronco in armonica fusione con le spalle. Il collo si
presenta molto asciutto e leggero e deve dare l'impressione di un collo poco muscoloso.
Pelle Molto tesa con assoluta assenza di giogaia.
TRONCO
La lunghezza del tronco, misurata dalla punta della spalla alla punta della natica, è pari
all'altezza al garrese.
La linea superiore è rettilinea dal garrese verso la groppa, alquanto convessa alla regione del
rene, vista di profilo. Garrese Poco elevato sulla linea del dorso e stretto per il ravvicinamento
della punta delle scapole fra di loro: armonica la fusione con il collo. Il profilo superiore del
dorso è rettilineo con muscolatura sostenuta anche se poco appariscente; la lunghezza della
regione toracica sta alla lunghezza della regione lombare nel rapporto 3 a 1. La lunghezza del
lombo è un po' meno del quinto dell'altezza al garrese; la larghezza della regione lombare è un
po' meno della lunghezza; la sua muscolatura è assai sviluppata.
Il profilo superiore della groppa è dolcemente convesso. La groppa è considerata orizzontale
dato che la sua inclinazione, dall'anca all'inserzione della coda, oscilla fra i 15 e i 20 gradi; la
lunghezza della groppa è circa 1/3 dell'altezza al garrese e la sua larghezza è 2/3 della sua
lunghezza; poderosa la muscolatura.
Torace La lunghezza del torace è circa la metà dell'altezza al garrese; la sua larghezza è di
circa 1/3 dell'altezza al garrese; la sua altezza deve essere all'incirca il 48% dell'altezza al
garrese, ma le coste presentano scarsa convessità. Gli archi costali invece devono essere bene
aperti. Petto moderatamente ampio: il manubrio dello sterno deve essere situato al livello
della punta delle spalle.
Linea Inferiore Il profilo inferiore è determinato da una linea retta che rimonta dolcemente
verso l'addome, che è asciutto e mai retratto; i fianchi sono snelli con normale grassella, mai
abbondante.
Coda La coda è inserita in alto sulla linea della groppa; si presenta più sostanziosa alla
radice rispetto a quella del segugio a pelo raso, ricoperta di pelo in tutta la sua
lunghezza, ma con assenza assoluta di frangia. Il portamento della coda, a riposo, è a
scimitarra, in azione oscilla dalla destra alla sinistra sulla direzione della linea dorsale fino a
sfiorare i fianchi, in alternanza a movimenti rotatori. La coda è considerata lunga benchè la
sua punta sia molto ravvicinata alla punta del garretto.
ARTI
Arti anteriori
Nell'insieme gli appiombi, visti di profilo, seguono la linea verticale che dall'articolazione
scapoloomerale deve cadere a terra toccando la punta delle dita, mentre la verticale,
abbassata dall'articolazione omero-radiale, deve dividere in due parti quasi uguali (la maggiore
è quella anteriore) l'avambraccio ed il carpo, uscendo fuori posteriormente a livello della metà
lunghezza del metacarpo. L'altezza dell'arto anteriore fino al gomito è uguale a metà
dell'altezza al garrese.
Spalle La spalla è asciutta, lunga ben libera nei movimenti: la punta delle scapole molto
ravvicinate fra loro. La sua inclinazione sull'orizzonte è da 45° a 55°.
Braccio Ben saldato al tronco, è come la spalla, fornito di muscoli lunghi, asciutti e paralleli
al piano mediano del tronco. L'angolo scapolo-omerale è di 110° se si considera la scapola con
inclinazione di 45°.
I gomiti sono equidistanti, in parti uguali, al piano mediano del tronco, perciò non devono
essere deviati ne in fuori ne in dentro. Angolo omero-radiale da 135° a 145°.
Avambraccio La sua lunghezza è prossima ad 1/3 dell'altezza al garrese; la direzione è
perpendicolare al terreno; scanalatura carpio-cubitale ben evidente.
L'avambraccio deve dare l'impressione di un arto secco e molto asciutto.
I carpi sono secchi, coperti di pelle fine e sottile. Visti di fronte seguono la linea retta
verticale dell'avambraccio.
Metacarpi La lunghezza non è inferiore al sesto di tutto l'arto anteriore al gomito; visti di
profilo sono alquanto stesi.
Piede E' di forma ovale (piede di lepre) a dita unite fra di loro e arcuate, ricoperte da pelo
fitto; cuscinetti digitali poco carnosi; le suole asciutte e dure, coriacee e pigmentate in nero.
Unghie forti, ricurve e sempre nere. Qualche unghia bianca (non rosa) non è difetto.
Arti posteriori
Nell'insieme la verticale abbassata dalla punta della natica tocca o quasi la punta delle dita.
Posteriormente la verticale abbassata dalla punta della natica divide in due parti uguali la
punta dei garretti, il metatarso ed il piede. La lunghezza totale dell'arto posteriore è di circa
il 90% dell'altezza al garrese.
Coscia E' lunga e larga. La sua lunghezza non è inferiore al terzo dell'altezza al garrese. Il
suo margine inferiore è poco convesso; la punta delle natiche è molto evidente. I muscoli
salienti sono nettamente divisi gli uni dagli altri. La direzione della coscia alquanto obliqua
dall'alto in basso e dall'indietro in avanti. L'angolo dell'articolazione coxo-femorale oscilla fra
i 90° e i 95°.
Gamba La sua lunghezza è di poco inferiore a quella della coscia e la sua inclinazione è di 40°,
sull'orizzonte. E' coperta da muscoli asciutti, la scanalatura gambale ben marcata ed evidente,
la safena esterna ben evidente.
Il ginocchio deve trovarsi in perfetto appiombo con l'arto, non è deviato ne verso l'interno ne
verso l'esterno. L'angolo femoro-tibiale oscilla fra i 110° e i 120°.
Garretto Molto larghe le sue facce; è considerato basso in quanto che la distanza dalla punta
a terra non oltrepassa il 27% dell'altezza al garrese. L'angolo tibio-tarsiale è chiuso, data
l'accentuata inclinazione della tibia: la sua apertura oscilla fra i 115° e i 125°.
Piede è' meno ovale dell'anteriore e con tutti i requisiti di questo.
ANDATURE
La vocazione del segugio è il galoppo, ma l'azione venatoria gli impone anche il passo ed il
trotto.
PELLE
Ben aderente al corpo in ogni sua regione e alquanto spessa. il pigmento delle mucose, delle
sclerose, delle unghie e delle suole dei cuscinetti digitali e plantari, assolutamente nero. Il
pigmento sul palato non è prescritto, ma costituisce sempre una qualità.
MANTELLO
La lunghezza del pelo sul tronco non dovrebbe oltrepassare i cinque centimetri. Il pelo è
decisamente ruvido, fatta eccezione sulla testa sulle orecchie, sugli arti e sulla coda. I peli
sulla testa, sulle orecchie e sul muso sono in generale meno ruvidi che sul tronco e sulle
labbra; la sua lunghezza, che è però limitata, costituisce la cosiddetta barba. I peli sulle
arcate sopracciliari hanno una lunghezza limitata da non coprire o cadere sugli occhi.
Il segugio a pelo forte, da lontano deve apparire come un pelo corto fatta eccezione per le
difese, il pelo chiuso e di copertura, idrorepellente.
Colore
I colori ammessi sono: il fulvo unicolore in tutte le sue gradazioni, dal rosso fulvo carico e
carbonato al fulvo sbiadito e il nero focato. Il fulvo può avere bianco sul muso e sul cranio
(maschera simmetrica o no); la stella bianca al petto, sul collo, sui metacarpi, e metatarsi, sui
piedi alla punta della coda. Però il bianco non è desiderabile e meno ve n'è meglio è. Il nero
focato può avere solo la stella bianca al petto, e nel tal caso il segugio viene detto tricolore.
La focatura deve essere a sedi fisse su un nero puro e il fulvo una diluizione del giallo
rossiccio e non del marrone . e molto importante considerare la genetica del colore per
individuare, oltre alle differenze seppur minime morfologiche , l’immissione di altre razze.
TAGLIA E PESO
Altezza al garrese: Maschi da cm. 52 a cm. 60. Femmine: da cm. 50 a cm. 58.
Peso: maschi da 20 a 28 Kg. Femmine: da 18 a 26 Kg.
I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.
DIFETTI
Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce
un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità ed alla sua
diffusione, così come l'ambio continuato. Sono tollerati 2 cm. in più o in meno quando si tratta
di un soggetto eccellente.
Purtroppo sempre piu spesso il segugio italiano va verso il griffone fulvo de bretagne o verso il
segugio del giura, permettere orecchi papilloteé, occhi a mandorla, code grosse alla radice,
altezze e lunghezze con molta tolleranza non facilita la salvaguardia della razza, inoltre il
pelo del griffone spesso lo ritroviamo nel pelo forte che viene chiamato segugio spinone.


Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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