Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

Il tiro a fermo

Cercare di servire il cane senza possedere il minimo di nozioni che consentano di effettuare la manovra di avvicinamento in modo tecnico, equivale a perdere sistematicamente la possibilità di sottolineare il proprio stile con un tiro impeccabile.

Ecco alcuni  punti da tenere ben presenti nel momento in cui si eseguiranno le azioni propedeutiche al tiro a fermo:

  • considerare bene la  direzione del vento, che deve spirare sempre dal cinghiale verso noi (vento in fronte);
  • tutti gli  spostamenti necessari dovranno essere effettuati sempre con estrema circospezione, procedendo o arrestandosi in sincronia con l’abbaio, in modo che il selvatico non percepisca gli eventuali  rumori da noi prodotti involontariamente nel muoverci;
  • non bisogna mai lasciarsi prendere dalla fretta nel tentativo di scorgere il cinghiale;
  • nella manovra di avvicinamento è meglio arrestarsi non appena si intravvede il cane. Prima o poi il cinghiale cercherà di colpirlo. Se il cane è esperto fuggirà diritto verso di noi, consentendoci il tiro.  Se l’attesa  è eccessiva, una volta arrivati a vedere il cane si cercherà di scrutare bene tra la vegetazione dalla posizione assunta, cercando di distinguere  la sagoma,  ben consapevoli che da lì in poi ogni nostro spostamento potrebbe costringere il cinghiale a rompere la lestra e noi a tirare di stoccata;
  • ricordarsi sempre che il cinghiale è un animale pericoloso. Entrare nel fitto a quattro zampe equivale a rischiare  di farsi recidere le carotidi. Se non riusciamo a tirare a sagoma ben riconoscibile e da opportuna distanza è obbligatorio forzare.

Una volta che si è deciso  di sparare, il tiro più efficace è sicuramente quello che va a colpire l’animale dietro l’orecchio,  paralizzandolo ed uccidendolo all’istante.  Ma il tiro dietro l’orecchio è come una stoccata di fioretto, richiede "classe". Lì il bersaglio è veramente minimo ed è materia da professionisti. Non la semplice e disordinata uccisione del cinghiale, dunque, ma l’esaltazione del proprio stile con un solo colpo ben piazzato è sicuramente l’obiettivo da raggiungere. 

Per i grossi cinghiali ”colpiti alla sagoma”  (anche se moribondi) è obbligatorio effettuare sempre  il secondo tiro “etico” alla testa,  salvaguardando il trofeo. Un cinghiale a terra  può essere pericolosissimo, soprattutto  per il cane che arriverà a morderne la carcassa. Abbiamo visto troppi cani morire trafitti dall’ultimo colpo di zanna. Ma anche il conduttore non è immune agli effetti dell’ultimo impulso vitale.

 

Il tiro a fermo  dietro l’orecchio è come  una staccata di fioretto: è un segno distintivo, esalta lo stile del tiratore, ma richiede classe e precisione. È cimento da professionisti!

Esempio di aggiramento della lestra per il tiro a fermo in un'azione di caccia a singolo.

  • Tratteggio verde: percorso di aggiramento per collocarsi con il vento favorevole.
  • Punto A: la lestra. 
  • Punto C: posizione di tiro con vento favorevole.
  • Tratteggio rosso: drittta di rimessa. 

Notare la posizione scorretta del cane, collocato con il vento sfavorevole (in questo cane il cane aveva il cinghiale a vista) ed a valle rispetto al cinghiale. 

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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