Videoenciclopedia della caccia al cinghiale
Videoenciclopedia della caccia al cinghiale

Il cane da traccia: esempi di formazione e consigli.

RECUPERO - Con attacco al conduttore

Di Gianluca Petrucci

  

https://www.youtube.com/watch?v=hNaQUApUbbA&list=UU4U2rVy_oPzt56mFdHIdlfQ

 

ESEMPI DI FORMAZIONE E CONSIGLI

di Aurelio Pase & Fausto Pizzedaz Trentini

Per un miglior utilizzo si consiglia di aprire i video in un'altra finestra da affiancare ai testi. 

http://www.youtube.com/watch?v=ntBERilDPOo&feature=youtu.be

 

ARKO - 4 mesi; prima traccia con traino di pelle di capriolo, ricerca da libero 200mt

A questa età Arko deve interpretare il suo lavoro come un gioco piacevole, che gli rimarrà impresso nella mente durante il suo periodo di formazione. Successivamente si procederà, dopo qualche altra seduta di questo tipo, al lavoro con la lunga.

 

Portato libero, in prossimità dell’anschuss (inizio traccia, o meglio presunto punto di impatto del colpo sul selvatico) a 0:10 ispeziona l’anschuss e con qualche incertezza dovuta alla prima volta, alla sua tenera età e, conseguentemente, alla mancanza completa di esperienza, prosegue sulla traccia “sbandierando”.

Al mn 1,20 chiede l’approvazione al conduttore, nonostante sia attratto da questo nuovo”gioco”.

 

Al mn 1,50 si accentua l’interesse sollecitato dal conduttore e la sua concentrazione aumenta.

 

Al mn 2,25 viene attratto probabilmente da una traccia calda, la zona è molto frequentata da caprioli e cinghiali, e la sua curiosità lo porta ad uscire dalla traccia, si corregge da solo con qualche incitamento di rinforzo da parte del conduttore.

 

Al mn 2,50 rientra nel tunnel della scia lasciato dal traino con migliore concentrazione. Si può notare a questo punto la volontà e la passione con cui svolge la ricerca, che lo porterà a concludere,

 

Al mn 5,50 si fa confondere da un’altra calda, e poi viene attratto da un ceppo di legno che lo incuriosisce. Viene giustamente dato dal formatore uno stimolo di rinforzo con la parola “cerca”, che induce Arko a ritornare sulla sua. Prosegue fino alla conclusione, dove la forte emanazione lo porta a non centrare immediatamente la spoglia, ma a giraci intorno percependone il punto preciso a favore di vento.

Se consideriamo l’età del cucciolo, è da sottolineare la sua grande venaticità. Messo alla prova per la prima volta, senza esperienza,  si noti come il soggetto procede durante il percorso in un crescendo di concentrazione. Al ritrovamento della spoglia il cane va sempre rinforzato con ciò che più gli aggrada; questo lo porterà ad avere un motivo piacevole in più per portare a termine il suo lavoro.

Importantissimo è che il cane in formazione arrivi sempre a concludere, in quanto l’insuccesso sarebbe estremamente deleterio.

http://www.youtube.com/watch?v=uCY4AgDsYCI&feature=youtu.be

 

 

 

Arko 2 :

Osservando il filmato, e non considerando il tempo di invecchiamento della traccia perché non fornito, notiamo l'ausiliare che al minuto 0.48 e 0.54 si sofferma su due gocce di ematiche.

Al minuto 1.32 il conduttore rinforza il cane con un bravo (rinforzo primario) su una goccia ematica

Al minuto 2,30 il cane esce lateralmente, ma riaggancia senza tornare indietro.

Al minuto 2,47 si sofferma urinando,  (sintomo di piccolo stress).

Al minuto 3.41 e 3,51  per proseguire richiede conferma al conduttore e la ottiene.

Al minuto 4.40 cambia atteggiamento: solleva la coda (sicurezza in quello che fa) e procede con andatura regolare,  per poi accelerare ed arrivare in fondo; Qui il fine traccia e' messo di lato, e si rischia che il cane lo salti. Rinforzo non molto energico.

Consigli:

-          Creare l'anshuss e mostrarlo nel filmato per vedere come viene letto dal cane.

-          Non eccedere con la lunghezza delle tappe (per non stressare il soggetto)

-          I  traini non devono essere troppo numerosi, altrimenti si rischia di impostare il cane sulla velocità eccessiva, con portamento alto della testa; cose che poi necessitano di correzione.

-          Eseguire un traino negli ultimi 4 – 5 metri della traccia, al fine di favorire la conclusione.

-          Il fine traccia non va impostato di lato, ma frontalmente e possibilmente in un avvallamento, in modo che il cane non sbagli il bersaglio.

-          La parte ematica va  posizionata più  avanti, quando il cane ha “preso bene”  sul danneggiamento del terreno. Quindi, con scarpe da traccia, procedere nel seguente modo: traino iniziale di 4 metri, quindi si solleva la pelle e si cammina per altri 20 metri; poi ancora traino di 3 metri; quindi si solleva la pelle e si fanno altri 15 metri con scarpe da traccia; altro traino di  2 metri, altri 10 metri di passi e traino finale di 4 metri con arrivo su pelle.

-          Le tracce successive avranno il percorso modificato, monitorando i progressi di apprendimento e allungando di volta in volta gli intervalli tra un traino e l’altro (riducendo il tratto di traino ed allungando le distanze tra un traino e l’altro).

- Si manterranno fisse le ore di invecchiamento fino a quando non si osserverà che sono ben impresse le nozioni base, quindi si aumenteranno gradatamente le difficoltà ela vetustà della traccia.

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=bfJZNPn4aEg&feature=youtu.be

 

Facendo una disamina del filmato.

Sin dalle prime immagini, l'anshuss non è ben marcato; sarebbe meglio prepararlo grattando bene per un'area di 50x50 cm, con gli zoccoli, e come rinforzo sangue e qualche reperto, in modo che il cane (in questo caso Arko) si fissi bene nella mente la matrice della traccia.

Il cane va anche aiutalo con una spruzzata di un metro sulla direzione dell'invio; poi si esegue la tracciatura con lo zoccolo e qualche goccia di sangue. La stessa cosa va fatta sui letti che devono corrispondere agli angoli.

Nel filmato il cane ispeziona il punto di partenza e prende la traccia. All'inizio ha poca lunga ed il conduttore è troppo vicino, toglendo cosi iniziativa la cane. Prima di partire gli va data tutta la lunga a disposizione; deve decidere lui la direzione.

Al minuto 1,25 la cinghia va in tensione, il cane ha preso "un dritto", ma certamente si sarebbe corretto da solo anche senza l'intervento del conduttore, è giusto dargli sicurezza, ma se gli sta troppo addosso il cane perde iniziativa.

Arko, benchè giovanissimo (5 mesi e mezzo) ,è molto meticoloso e svolge il suo lavoro con concentrazione continua; ma è ancora un "bambino" e non ha esperienza. Nonostante la sua giovane età, quando sbaglia se ne accorge autonomamente e risolve. Quindi il consiglio in questo caso è di lasciarlo fare, affinchè possa "cerchiare" con la lunga tutta fuori.

Al minuto 2,40 fa un accertamento e poi capisce e prende la direzione, ma ancora una volta il conduttore gli è torppo vicino. Il cane guarda come per avere il suo consenso. Gli va trasmessa un po' più di sicurezza lasciandogli autonomia; è lui che ha il naso, ma deve acquisirne consapevolezza e fiducia. E' bene il rinforzo vocale con il "bravo": gli dà sicurezza.

Dal minuto 5,15 inizia ad avere più autonomia e incomincia ad andare più sicuro. Non sentendosi pressato, il cane aumenta il ritmo, ma sempre in stile di razza e mai sollevando il naso dal terreno, tenendolo costantemente all'altezza ideale per un HS.

Al 5,50 e anche in altre occasioni si sofferma segnando il sangue, poi riparte con sicurezza,

Al minuto 6,10 accelera convinto, probabilmente su un "traino" della pelle. Il cambio di marcia lo induce all'errore del quale si accorge e torna sui suoi passi.

Al minuto 6,58 marca l'angolo, ripartendo con precisione dopo un po' di garbugli con la lunga....

Al 9,0 fa un'accertamento su una caldaì, ma ritorna prontamente sulla sua, portando il conduttore a fine traccia.

Nel complesso è un buon lavoro di formazione, va solo data un po' più di fiducia ed autonomia, in modo che sull'errore comprenda da solo. Al limite quando sull'errore ci si può arretrare tenendo tutta la lunga fuori e costringendolo a cerchiare e a ritornare sul giusto.

Autori:

  • Franco Serpentini
  • Stefano Quercetani
  • Aurelio Pase

Collaborano:

  • Carlos Antuñano Diez
  • Mihajlo Hadži-Pavlović
  • Fausto Pezzedaz Trentini
  • Gianluca Petrucci
Ghermire una vita, a qualsiasi specie animale appartenga, è sempre un atto di responsabilità estrema e, o lo si compie con bestiale inconsapevolezza, cosa che non ci rende uomini, o ci si interroga ed allora bisogna darsi risposte profonde.
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